Cos’è la stomatite aftosa? Come è possibile riconoscerla, prevenirla e curarla?
La stomatite aftosa è un processo infiammatorio che colpisce la cavità orale. Può interessare chiunque, a prescindere dal sesso o dalla fascia d’età e affligge il 20% della popolazione. Generalmente, questa infiammazione si localizza in un punto preciso della mucosa orale ma in alcuni casi può anche interessarla in modo generalizzato.
La principale caratteristica della stomatite aftosa risiede essenzialmente nella comparsa di piccole ulcere benigne e non contagiose. Si tratta di una condizione comune che colpisce 1 persona su 5 e, generalmente, non è accompagnata da ulteriori stati di malessere.
La stomatite aftosa non va in alcun modo confusa con una condizione apparentemente simile, ossia l’herpes labialis, che è invece provocato dal virus herpes simplex e che tipicamente compare sulle labbra, sul mento o nelle narici.
Una delle differenze sostanziali tra stomatite aftosa ed herpes labialis è che la prima, diversamente dal secondo, non è contagiosa. Pertanto, lo scambio di baci o di bicchieri non comporta alcun pericolo per il “ricevente”.
Ma come si cura la stomatite aftosa? Non si cura! Non esistono infatti rimedi per sconfiggerla: come l’herpes, essa semplicemente scompare nel giro di qualche giorno in modo del tutto naturale.
Stomatite aftosa: cause
Quali sono le principali cause che portano alla comparsa della stomatite aftosa? La risposta più corretta è che non sono esattamente note. Quello che invece sembra chiaro è che la stomatite aftosa veda coinvolte risposte immunitarie mediate dai linfociti T attivati da una serie di fattori tra i più disparati.
Sembra anche chiaro che chi soffre di stomatite aftosa presenti diverse caratteristiche o condizioni, quali:
- Traumi a livello locale
- Manifestazioni allergiche
- Predisposizione genetica
- Alterazioni ormonali legate al ciclo mestruale
- Stress
- Deficit di ferro, acido folico o vitamina B12
Solo raramente la stomatite aftosa può indicare un problema a livello del sistema immunitario, mentre in molti casi essa può essere la conseguenza di un morso involontario alle labbra, a un eccesso di vigore durante lo spazzolamento dei denti e più in generale di un danneggiamento della delicata mucosa interna della bocca.
Altre cause che possono portare a una maggiore vulnerabilità alle stomatite aftosa includono:
- Celiachia
- Morbo di Crohn e più in generale malattie infiammatorie intestinali
- Malattia di Behcet
- Malattie autoimmuni
- HIV/AIDS
Stomatite aftosa: sintomi
Come riconoscere la stomatite aftosa in base ai suoi sintomi principali?
Per prima cosa, va tenuto presente che queste ulcere hanno una durata di 7/10 giorni, dopo i quali spariscono naturalmente senza lasciare traccia. In termini di recidiva, esse possono ricomparire dalle 3 alle 6 volte l’anno circa.
Per riconoscere una stomatite aftosa e non confonderla con un herpes labiale, vanno poi ricordate queste specifiche caratteristiche:
- Si sviluppa su superfici epiteliali prive di cheratina della bocca
- Non compare su base gengivale, palato duro e dorso della lingua se non in sporadici casi
- Ha l’aspetto di una o più piaghe rosse con un diametro che può arrivare fino ai 2,5 centimetri
- Compaiono in circa 24 ore da una prima sensazione di formicolio nell’area coinvolta
- Nel caso di ulcere aperte, la lesione mostra un alone esterno e la presenza di un rivestimento biancastro o giallastro
- La stomatite aftosa può presentarsi anche in piccoli gruppi di afte
In termini di sintomi veri e propri, la stomatite aftosa generalmente comporta:
- Arrossamento della mucosa orale
- Dolore al contatto
- Dolore allo sfregamento
- Formicolio o bruciore nella fase iniziale
- Alitosi
- Sanguinamento superficiale
- Aumento della secrezione salivare
Soltanto in rari, gravi casi, la presenza di stomatite aftosa può essere accompagnata da ingrossamento dei linfonodi e febbre.